Il riscaldamento prepartita è una fase fondamentale per arrivare con la giusta carica fisica e psichica al fischio d’inizio, ha 5 obiettivi principali:
• Attivare il corpo (passare quindi da uno stato di riposo ad uno stato attivo e pronto al gesto sportivo)
• Prevenire infortuni muscolari e articolari
• Richiamare gli schemi motori tecnici fondamentali
• Richiamare gli schemi tattici che si vogliono utilizzare
• Fornire la giusta carica psicologica
Esempio pratico: (riscaldamento pre partita di una ventina di minuti)
1. corsa buon ritmo con cambi di direzione alternata a mobilità arti superiori e tronco, totale 5’
2. mobilità, stretching statico, stretching attivo e dinamico, totale 5’
3. partita 5 contro 5 a campo ridotto, totale 5’
4. rapidità e reattività, totale 3’
1 - Prima fase di attivazione
Questa prima fase di attivazione ha come obbiettivo l’innalzamento della temperatura corporea e l’attivazione generale di tutto l’organismo. Si formerà il debito d’ossigeno, l’inizio dell’attività motoria crea infatti nell’organismo un improvviso aumento di richieste energetiche, il processo aerobico non è però subito disponibile ma ha bisogno di un tempo di attivazione, per far fronte a queste richieste quindi si utilizza il processo anaerobico alattacido e lattacido (per questo motivo infatti non bisogna esagerare con l’intensità nei minuti iniziali);
il processo anaerobico per far fronte alla richiesta di energia crea però un debito d’ossigeno necessario per la risintesi di atp e rimozione dell’acido lattico prodotto, questo debito deve essere ripagato nei successivi minuti con una diminuzione dell’intensità dell’esercizio. Viene anche chiamato “rompere il fiato” ed è importante farlo nel prepartita per non andare in panne in campo dopo il fischio d’inizio.
2 - Seconda fase di attivazione
in questa fase ho come obbiettivo il ripristino parziale del debito d’ossigeno attraverso la bassa intensità e l’attivazione muscolare sia per prevenire gli infortuni sia per dare la giusta elasticità.
Uno stretching statico del muscolo però crea un rilassamento eccessivo e una successiva perdita di reattività, quindi sono preferibili degli allungamenti balistici e attivi tranne che per i muscoli più fragili e soggetti ad infortuni come gli adduttori e i muscoli del polpaccio: qui sarà consigliabile eseguire degli appropriati esercizi di stretching statico per raggiungere un maggior rilassamento. Per il resto useremo uno stretching dinamico (o balistico) quindi andature a varie intensità e mobilità in movimento
Skip, skip ad una gamba, calciata dietro, slancio gamba flessa al petto, slancio gamba in avanti ecc…
Si eseguiranno inoltre esercizi di mobilità per le articolazioni più coinvolte…caviglia, ginocchio, art del bacino.
3 - Richiamare gli schemi tecnici e motori fondamentali
Questa è senza dubbio la fase più importante, a volte capita che un giocatore si ritrovi in partita a fare un lancio, un dribbling o altri movimenti avendoli provati solo qualche giorno prima in allenamento con quindi un alta percentuale di errore;
risulta fondamentale richiamare nella mente e nei piedi questi gesti tecnici prima della partita per aumentare la sicurezza e dare più affidabilità.
In questa fase quindi si possono eseguire vari esercizi: conduzione di palla, palleggi, passaggi e lanci a coppie, tiri in porta.
Quella che però richiama un po’ tutti questi gesti è proprio una partita, togliendo i portieri si può fare un 5 contro 5 a campo ridotto.
Possiamo inserire delle limitazioni sui tocchi, in questo modo il giocatore avrà già modo di gestire una situazione in cui viene messo sotto pressione prima della partita vera e propria e riprenderà familiarità con i movimenti, gesti tecnici e situazione.
Richiamare gli schemi tattici (facoltativa)
Questa fase, può risultare importante nel caso in cui si voglia richiamare la tattica prima della partita per non trovarci impreparati nella fase di gioco o per memorizzarla bene nella mente.
Esempio per la fase difensiva: faccio far girare palla in difesa da destra a sinistra e infine la passo al centrale di centrocampo per impostare l’azione: i difensori prendono familiarità con le dimensioni del campo, il terreno e il gesto, il centrocampista al movimento. A cura dell’allenatore.
4 - Terza fase di attivazione
In questa fase si eseguiranno esercizi brevi di rapidità con cambi di direzione per dare la giusta carica e reattività alla muscolatura.
Si possono anche differenziare i lavori (es: ad un attaccante posso far fare uno scatto in rapidità di 5m più tiro in porta), importante in questa fase è non esagerare e dare il giusto recupero poiché si sta preparando una partita e non allenando.
L'Autore:
Riccardo Gasparotto Studente Scienze Motorie pd .